Creactivity Branding: il servizio che crea valore

comete“Essere Consulenti, Formatori, Business Coach d’eccellenza, diventare Strumenti per il cambiamento e la crescita culturale e professionale, per pianificare, gestire e attuare, azioni innovative e vincenti, per creare valore/valori e sviluppo innovativo, nel rispetto delle norme etiche e l’unicità di ognuno dei nostri clienti, colleghi, professionisti, artisti, cercando di soddisfare le loro reali esigenze ed obiettivi personali e professionali.”

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Il Manifesto della CreAttività ©

 
“La CreAttività rompe le regole / La CreAttività dilata i confini”
 

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“Ho camminato a lungo
Tra le pagine dell’infinito
Poi un giorno mi sono seduto
Sui gradini dell’Immaginazione
E ho scritto un libro”

Donato Di Poce

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Ott 30

Il metodo “Creactivity Branding” per la consulenza aziendale

Consulenza aziendale, Formazione e Business Coaching

metodo creactivity branding

L’obiettivo chiave di tutti gli interventi di consulenza aziendale è portare risultati che soddisfino in pieno le aspettative del cliente e progettare interventi formativi e di business coaching in grado di generare un cambiamento e miglioramento effettivo e valutabile, fornendo al cliente strumenti e metodologie di lavoro per mantenere la qualità e l’efficacia degli interventi nel tempo.

L’esperienza della consulenza aziendale si è consolidata in una metodologia orientata a generare insieme al cliente risultati che siano strumenti di sviluppo delle competenze e del patrimonio aziendale. In ogni fase dell’intervento di consulenza in azienda – analisi, progettazione, implementazione, monitoraggio, valutazione – è richiesto il coinvolgimento attivo del titolare e/o del management dell’azienda cliente.

La nostra filosofia della consulenza aziendale

Rimettere in moto l’azienda: dai titolari, al management al personale operativo, tutti devono partecipare al cambiamento in modo convinto e proattivo.

  • Formare tutti al change management e diffondere la cultura e la necessità del cambiamento
  • Formare risorse dedicate al problem solving creattivo
  • Fare in modo che le cose funzionino: obiettivi, strategie ed azioni di miglioramento;ottenere velocemente i primi risultati è il migliore motore del cambiamento, il ritorno sull’investimento, inoltre, deve essere rapidamente percepito e visibile
  • Sviluppare i talenti, le energie e il potenziale inespresso dell’azienda e delle persone: trasferire al team aziendale un nuovo know-how per renderlo autonomo e mantenere i risultati duraturi nel tempo

Quale consulenza aziendale?

Consulenza strategica, consulenza direzionale, consulenza organizzativa, business coaching?

I nostri consulenti sono al vostro fianco per qualsiasi tipo di intervento di consulenza in azienda, in tutte le aree aziendali (risorse umane, marketing, commerciale, controllo di gestione, qualità, operation, etc.) per aiutarvi a creare valore , risolvere problemi, creare brand aziendali e personali. Contattaci subito per scoprire tutti i vantaggi della consulenza aziendale di CreActivitybranding

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Ott 16

Sharing Economy

L’economia della condivisione – Una rivoluzione in atto –

All’inizio c’erano le Banche del Tempo, poi arrivarono il Care Sharing, il Crowfounding e il Coworking, ora si sta affermando nel mondo, la sharing economy o economia della condivisione, e la sharing economy, è una rivoluzione già in atto.

Così la pensa JEREMY RIFKIN  (Denver, 26 gennaio 1945, economista, attivista e saggista statunitense). Un’idea e una tesi che condividiamo in pieno. Un’economia etica e sociale, che ha alla sua base l’idea della collaborazione, delle sinergie e della creazione di valore, alternativa al capitalismo spietato e globale e basato solo sui concetti di sfruttamento risorse naturali e umane, speculazione finanziaria e di produttività tout cour.
1413468410_moneyLa bella notizia è che la crisi del capitalismo e le sue bolle finanziarie e le sue economie di guerra, hanno fatto da stimolo e hanno fatto riscoprire non solo la voglia di un’economia etica e solidale, che ha portato con se l’idea di un’energia pulita e alternativa, la riscoperta dell’ambiente e una nuova cultura del territorio. Infatti sono nate le Social Street, intrecciando le vite dei residenti nella condivisione di beni, esperienze e competenze con il proprio vicinato, mentre l’Emporio sociale di Modena attraverso la collaborazione con i servizi sociali permettere la condivisione di spese al mercato da donare ai meno abbienti.
Auspichiamo a breve la nascita di biblioteche delle cose e di Network del sapere, centri sociali telematici, e kibbutz creattivi, laboratori di libero pensiero e officine d’arti e mestieri, dove lo scambio e la condivisione di oggetti, idee, competenze rivoluzionerà davvero il nostro comportamento di consumatori compulsivi, e pecore pubblicitarie e subliminali, in cittadini consapevoli, colti e solidali, dove la molla all’acquisto e al consumo, non è solo il risparmio, ma l’etica, l’innovazione, il network di talenti; la salvaguardia dell’ambiente e dei valori umani.

La “Teoria del Dono” di  Marcel Mauss, meglio di altre descrive alcune premesse di queste nuove relazioni. E’ infatti  questo primordiale comportamento che privilegia l’atto del  Dono a spiegare l’esistenza di relazioni attraverso social network, blog, Wikipedia, free software, e-book gratuiti e condivisi on line, etc…
Il Dono e la condivisione, per costruire una community di valori, il dono inteso quale modalità dare-ricevere-ricambiare  senza accordi preliminari che garantiscano ritorni d’immagine o scambi di beni/valori/prestazioni, caratterizza in prima battuta le grandissime quantità di  scambi sul web e la creazioni di aziende di servizi no profit.
Il dono per sua caratteristica culturale e antropologica è utile alla creazione dei legami tra le persone, e 1413468427_bar-chartcontribuisce a determinare la base sociale stessa che poi rende possibili tutti gli altri scambi, compresi quelli economici.

Da queste premesse culturali, sono nate poi realtà aziendali e finanziarie nuove come i Business Angels e gli Incubatori d’impresa, determinanti spesso per il successo di nuove Start Up, a loro volta motore e linfa della ricrescita economica, dell’occupazione e della CreAttività . Insomma al concetto vecchio di Creazione di valori, si sostituisce quello più ampio e democratico, ricco e stimolante di co-creazione di valori.

Diamo di seguito alcuni link che parlano dell’argomento: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/01/rivoluzione-sharing-economy/932877/

http://www.economyup.it/innovazione/1324_sharing-economy-un-italiano

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Giu 16

I Valori Intangibili

I Valori Intangibili

Vediamo insieme qualche definizione:

“La lealtà dei nostri lavoratori è il nostro attivo più alto”
Adriano Olivetti

“Sono beni identificabili, non monetari, senza consistenza
fisica che sono controllati da un’impresa per essere usati
nella produzione o nella fornitura di beni o servizi, per
essere affittati a terzi, o per scopi amministrativi. Essi sono
risultanti da decisioni o fatti passati e dai quali ci si attende
benefici economici futuri.”
International Accounting Standard Committee, 2005

“Il Capitale Intellettuale è la somma di tutto quello
che ogni persona all’interno della tua azienda conosce
in grado di fornirti un vantaggio competitivo nel mercato”
(Tom Stewart , del giugno 1991 “Brain Power- How Intellectual Capital Is Becoming
America’s Most Valuable Asset)

Ed ecco altre definizioni estrapolate dall’esperienza quotidiana e dalla frequentazione di imprenditori e consulenti:

  • Può essere rappresentato da un brand e consentire di caricare premi sui prezzi e di catturare maggiori quote di mercato
  • Come ogni altro asset è una fonte di benefici futuri
  • Diversamente dagli altri asset non ha una rappresentazione fisica
  • Può avere la forma di una scoperta o una nuova idea ed essere coperto da brevetto o copyright
  • Può essere rappresentato da un canale di vendita o da un’alleanza strategica
  • Può semplicemente essere un modo “speciale” di “fare le cose”

In una realtà economica in cui i beni e servizi cedono il posto più importante nella catena del valore alle idee, alle energie intellettuali e alla cultura, agli operatori finanziari è richiesto uno sforzo per creare conoscenza e rinnovarla costantemente in modo da trasformare quella che è destinata a diventare una commodity in un servizio ad alto valore aggiunto per il cliente, piccolo risparmiatore o investitore istituzionale.
In un simile contesto la condivisione della conoscenza è il nucleo portante dell’attività, mettendo in atto processi interattivi e soluzioni innovative nell’operatività quotidiana. Spesso i processi condivisi di creazione e reciproco scambio di conoscenza diventano la chiave del successo. La ragione di questa strategia è la profonda convinzione che la conoscenza abbia valore solo se condivisa nell’ambito dell’azienda, del gruppo, con i partner e con i clienti. Il vantaggio competitivo viene così perseguito attraverso la ricerca dell’eccellenza, dei processi intellettuali e dell’operatività quotidiana. Ponendo al centro della propria attività la qualità della relazione con il pubblico e assumendo una dimensione di ascolto e di percezione delle un’azienda supera la mera concezione di fornitura di soluzioni innovative a vantaggio della creazione di una solida e radicata cultura del servizio.
La misurazione, la quantificazione di questi valori è impossibile, ma i vantaggi che ne derivano dalla loro esecuzione e percezione sono innegabili…

Vediamo quali sono in dettaglio le risorse intangibili in Azienda:

  1. Conoscenza (ris. Umane)
  2. Capacità innovativa
  3. Accesso alle informazioni
  4. Immagine
  5. Reputazione
  6. Qualità
  7. Identità percepita
  8. Innovazione
  9. Cambiamento
  10. Fidelizzazione dei clienti
  11. Relazioni con gli stakeholders
  12. Professionalità e motivazione (ris. Umane)
  13. Imprenditorialità diffusa (ris. Umane)
  14. Formazione
  15. Brand
  16. CreAttività

E quali i valori intangibili delle Persone:

  1. Leadership
  2. Passione
  3. Empatia

Se guardiamo al valore INCORPORATO nell’azienda (sfuggente ai metodi rendicontativi economico/finanziari tradizionali) che emergerebbe se questa divenisse oggetto di transazione sul mercato dobbiamo rendicontare gli asset intangibili che alimentano l’AVVIAMENTO, la produttività, il vantaggio competitivo e la customer satisfaction.

Leggi questo articolo in PDF: I Valori Intangibili

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Giu 12

Nuovo test

Nuovo test gratuito nella nostra area TEST
Abbiamo aggiunto il test di autovalutazione per “il Bilancio dei Valori Intangibili”

I Valori Intangibili sono: “beni identificabili, non monetari, senza consistenza fisica che sono controllati da un’impresa per essere usati nella produzione o nella fornitura di beni o servizi, per essere affittati a terzi, o per scopi amministrativi. Essi sono risultanti da decisioni o fatti passati e dai quali ci si attende benefici economici futuri.”
International Accounting Standard Committee, 2005

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